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Gay & Bisex

Nel bosco, in autunno.


di Danielestrippolo
07.01.2026    |    4.576    |    6 9.7
"Giovanni mi prende dolcemente e mi riporta su per baciarmi con passione mentre io prendo il suo cazzo e me lo infilo tra le cosce calde tenendolo stretto e simulando una penetrazione; non resisto e..."
Avevamo iniziato a chattare su un sito un paio di mesi prima: come foto profilo un paesaggio generico ma 2 elementi avevano subito catturato la mia attenzione ovvero 68 anni e come fisico "robusto".
Sin da subito mi era sembrato un uomo colto, raffinato, di modi gentili e anche quando la conversazione si spostava su temi più espliciti riusciva ad essere eccitante senza diventare volgare.
Ci eravamo ripromessi diverse volte di incontrarci ma ogni volta venivo frenato dalla paura dell'incontro al buio e così avevamo trascorso quel tempo con qualche saluto di tanto in tanto e poche conversazioni più lunghe in cui mi faceva sentire a mio agio e al sicuro.
Decisi così di rompere ogni indugio ed incontrarlo e nella prima conversazione utile gli dissi che mi sentivo pronto e che non vedevo l'ora di conoscerlo dal vivo e vedere il suo viso che fino ad allora era rimasto in incognito, così come il mio per lui.
Stabilimmo come luogo per l'incontro un bosco poco fuori città che conoscevamo entrambi e al mattino dopo, all'ora prestabilita mi misi in auto per raggiungere quel bosco.
Appena imboccata la stradina sterrata secondaria che conduceva all'ingresso posteriore del bosco vidi nello specchietto un'auto svoltare nella stessa stradina: non poteva che essere che lui, in perfetto orario.
Arrivati in uno spiazzo parcheggiamo, scendiamo dall'auto e vedendolo venirmi incontro realizzo che era proprio come lo avevo immaginato: un uomo sui 60 abbondanti, statura media, barba corta e capelli radi ma soprattutto una corporatura di quelle che a me fa perdere la testa, cioè con pancia prominente e i fianchi accentuati. Giovanni mi stringe la mano, con una voce allo stesso tempo mascolina e gentile, e mentre prende la mia mano nella sua posso sentire tutta la possenza e il desiderio di stare con me.
Come due ragazzini alle prime avventure ci inoltriamo a piedi nel bosco e una volta trovato il posto che ci sembrava sicuro, abbiamo poggiato le nostre cose e ci siamo messi comodi.
A quel punto siamo lì, uno di fronte l'altro ed io non vedo l'ora di baciarlo; Giovanni, che sembra leggermi nel pensiero, raccoglie il mio viso tra le sue mani capienti ed avvicina le sue labbra alle mie. Ormai sono così vicine che riesco a sentire il suo respiro affannoso per l'emozione, la paura e l'eccitazione mentre il mio cuore sembra voler schizzare fuori dal petto. È un attimo che le nostre bocche sono avvinghiate con le nostre lingue che si baciano e si cercano voracemente, con le sue labbra carnose e morbide che stringo tra le mie assaporandone tutta l'essenza.
Ormai i freni inibitori sono del tutto caduti e mentre Giovanni esplora le mie cosce, stringendole e scivolando sempre più verso il mio culo io, ormai in preda ad un'estasi scendo con le mie dita verso le sue mutande fin quando arrivato giù stringo la sua asta nel mio palmo ed inizio a masturbarlo prima dolcemente e poi in maniera sempre più frenetica.
Mentre continuo a toccarlo inizio a baciare prima il suo collo, poi il suo petto con le piccole tettine sporgenti, scendo giù a bearmi della sua fantastica pancia erotica fin quando sono ormai arrivato all'altezza del suo cazzo: sono in ginocchio, lo guardo dal basso verso l'alto ed inizio a dare dei piccoli bacetti alla punta del suo cazzo che inizia a pulsare per l'eccitazione, mentre il viso di Giovanni ormai mi appare in uno stato di catarsi per quello che sta provando. Con la mia bocca scendo sempre più giù fino ad arrivare ad avere dentro tutto il suo cazzo che ha un sapore di uomo e che mi fa raggiungere livelli di eccitazione inesplorati fino ad allora, mentre lui mi accarezza dolcemente il capo, guidandomi allo stesso tempo con lussuria e delicatezza.
Giovanni mi prende dolcemente e mi riporta su per baciarmi con passione mentre io prendo il suo cazzo e me lo infilo tra le cosce calde tenendolo stretto e simulando una penetrazione; non resisto e torno giù a prenderglielo in bocca deciso a regalare l'orgasmo a quel dolce uomo erotico che avevo davanti a me. Bastano pochi minuti e sento che il suo corpo sta per godere, così mi metto in piedi accanto a lui, lo bacio e con la mano lo masturbo fino a quando sento il suo respiro diventare pesante prima di liberarsi in un'esplosione di piacere che scuote tutto il suo corpo.
Quella mattina d'autunno, nel bosco con Giovanni, è stata una delle esperienze erotiche più forti che io abbia mai avuto.

P.s. ci siamo poi incontrati altre volte. Ma forse lo racconterò prossimamente.
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